Sembradora

Yo me voy, con el viento

que se va, se va…

yo me voy, lejana

a buscar mi umanidad.

Y pisando los mismos pasos

mis abuelas en mis recuerdos

caminando junto a mi alma

adelante hacia el amor.

 

Yo me voy, mariposa

dando vueltas en mi esplendor

voy solita desde las flores

hasta el manto de tu luz.

Mi lunita hermana estrella

madre eterna, compaňera

en el vuelo a ti te llevo

este eterno corazón.

 

Yo me voy radicando

sembradora que me parió

corto calma mi semilla

cuna tierra magica.

Voy quitandome los miedos

voy creciendo yema y frutos

escuchando del cielo el canto

 con su voz de dualidad.

 

Yo me voy, como el viento

que se va, se va…

yo me voy, lejana

a encontrar la umanidad.

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Ti tocco e cambio

 

Tutto ciò che tocco cambia

e mi cambia.

 

Di cosa è fatta la vita

se non d’impulso

visioni

emozioni e corpo?

 

Nella relazione dell’istante affonda la sua rete.

Riemerge seta

impalpabile, impaziente, continuamente.

 

Mi tocco e cambio

indossando una nuova pelle

blu cobalto.

 

Travaglio

In questa notte di vento caldo e luna nuova

si prepara il travaglio del 2012

sorvegliato dallo sguardo attendo e luminoso di Giove che splende

saltando rapido verso ponente.

Che il cambiamento accompagni, tenace e ricco,

il tuo passo franco

disinvolto

            rilassato

                       costante

                                    creativo.

Ventotto

Ventotto gocce

nel mare calmo di un pomeriggio nel sole d’inverno.

Ventotto femmine

nel cerchio fluido

di Pace e coraggio.

Ventotto intenti tenaci solcheranno il tempo

per costruire scale

e come chiocciole saliranno al cielo

con volteggi di fumi aromatici

dalle coppe generose

custodite nel grembo di Gaia.

Ventotto oggi

domani ventottomila.

Come sorelle

madri

nonne.

Come Vita.

Colori del labirinto

Considero sorrisi e singhiozzi,

starnuti sbadigli passi e cadute

rigirandomi solitaria in uno smeraldo coperto di luce e fiorito della moltitudine di colori del niente.

Saluto l’esistenza porgendo omaggio oggi e tutti i giorni a venire

e incorporo gli istinti, ne inalo gli odori, trasmetto le palpitazioni dei miei brividi

agli astri luminosi e cadenti dell’universo umano.

Porto con me accoccolato nel grembo

il talismano della vita

che ieri generò il mio divenire

testimone del perpetuo ritmo che solleva forte caldi respiri.

Mi perdo talvolta nel soffocare denso della mia banalità

ah, come si sale piano nel labirinto irto

con alle calcagna l’ombra insolita della noia.

Non mi volto mai a guardare, forse dovrei,

meglio seguitare ad arrampicarmi sino ad esser certa

voltandomi

di sapermi riconoscere.

Ciliegio gemello

Accarezzo la terra voluttuosa

dopo aver mondato i fiori appassiti dei miei errori.

Mi ammalio

mi strego

digerisco.

Mi guardo da lontano annaspare nel niente.

Era niente?

 

Rido forte infine

sguaiata e acuta

giocherellando con gli orecchini pendenti del ciliegio mio gemello

e di quel rosso risplendo.

Piove femmina

Piove suono

piove sconcerto.

Piove il silenzio dell’uomo che nel suo fragore di vita

scorda l’ascoltarsi.

Piove grigio e vita stanotte

esonda dal letto e come femmina danzante

balla impetuosa lo spazio sottratto.

Canta nell’aria la pioggia

un canto sottile e denso

urge impararne le melodie.

Rinascere al mondo dal cielo

è riproporre

come madre

un lamento d’amore.

 

Genova alluvionata, 5 novembre 2011