Canto a Nonno Albero

  

Sei Nonno Albero la luce del mattino

sei fede, conforto, la pace del bambino.

Sei Nonno Albero la forma dell’amore

abbracci, sostieni, protegge il tuo vigore.

 

    Giochi con il vento guardando verso il mare

    m’insegni la pazienza e la magia del contemplare,

    corre verso il cielo il tuo volo nella notte

    al canto d’usignolo io ti troverò.

 

Caro Nonno Albero la pace del tuo grembo

d’amore e di luce la Terra nutrirà.

Ora Nonno Albero ai tuoi piedi mille fiori

ricamano d’aroma il cammino del guerriero,

 

    che è diventato quarzo, preghiera, arcobaleno,

    è ruota della vita, istinto universale.

    Tra queste colline fiorite sopra il fiume

    i cervi canteranno il suo nome al Sol.

 

Sei Nonno Albero la luce del mattino

sei fede, conforto, disegno di bambina

Sei Nonno Albero alla luce del tramonto

il potere dell’affetto che il guerriero m’insegnò.

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Il canto della rana

Cra cra cri cra… saltelli rana felice.

Cra cra cri… ti cammino al fianco e guardo il tuo sorriso sconfinato.

Cra cra cri cra…

al cancello del parco ci immergiamo in una relatà parallela

di fiori e scoiattoli.

Corri bimbo verso l’altalena

ti spingo forte come piace a te, verso il cielo

fino alla gioia del volare.

Corriamo sull’erba collezionando bastoncini

per accendere un fuoco di fantasia

e cuocendo salsicce di petali sazieremo la fame del mondo intero.

La tua gioia nell’affidarti

mi mostra ai tuoi occhi complice nella fantasia.

Cresci bimbo

vegliato da venti e acque

che il fuoco del sole accudisca il tuo camminare

la Madre del mondo sosterrà i tuoi passi

come da sempre

come per sempre.

Ti accompagnerà il mio intento di pace.

Cra cra cri cra… fa la melodia della rana.

Saltello insieme a te

affondo col tuo sguardo limpido

e nel canto di gioia dissolvo le mie paure.

Cra cra cri cra… fa la rana

ti tengo la mano e superiamo insieme gli ostacoli:

saltali senza paura bimbo,

io ti accompagno.

La tua zia.

Luna Madre

 Come posso non farti entrare?

 Sei sole e luna, potente e devastante almeno quanto me.

 

Sei vecchiaia, giovinezza e terra di mezzo, splendore, impulso e solitudine.

Sentirti mi rincuora e inquieta, mi porta nel fondo di ogni canzone del mio battito

dove il suono è profondo, dov’è tamburo.

Sei circostanza, rigidità, bellezza, e perfetto errore

e la veggenza mi stordisce di entusiasmi e singhiozzi.

 

Non sò schivare le onde,

cerco di attraversarle incolume,

cerco e mi cerchio di aria umida evaporando

arcobaleni di stordimento.

 

Quello che sei mi attraversa e risuona

mentre imparo ad esserne

comunque

profondamente felice.

 

Coyote

 

Passi ogni tanto a trovarmi

e mi giochi i tuoi tiri

di sbieco

da dietro.

 

Ti conosco sempre solo un attimo dopo

quando la tua onda di magia oltrepassa le mie spalle

e torno lucida.

 

Rido di me stessa

Coyote

mi hai giocata anche stavolta

e ora finalmente

di nuovo

rido!

Sei granello e oceano

Quello che sai non è un punto fisso o una verità assoluta.

Quello che sai si sposta con te e ti sta attorno

pronto ad essere afferrato.

 

Lo puoi riconoscere a volte, quando una farfalla dal becco lungo d’improvviso attraversa il sentiero.

 

E allora sai cosa non è importante, cosa è meglio.

Sai che stai aspettando qualcosa che già è

nel tuo profondo

materia viva d’emozione

corpo definito imprigionato nel tuo volere.

Sai che non sei meno e non sei più

sei tutto

sei parte

sei granello e oceano.

 

E sai anche che non potrai fare a meno per un solo secondo delle risposte alle tue azioni.

Mi ricordo

Certo che mi ricordo di te.

C’incontrammo un mattino

in una casa colorata di viola e argento

ci amammo dal domani, da lontano.

Se il tuo orgoglio non mi avesse circondata con tutti quei “ma”

insaziabili di ragioni differenti 

sordi al mio canto di ragnatela sottile.

Se solo ti fossi arrampicato su quel filo vischioso

saresti salito

con me

verso il respiro che esplode

nella gola della caverna del cielo.

Avevi paura

e io per non cadere non potevo che continuare a guardare in su.

Perline, piume e code di rospo

Quello che non sai della vita

inventalo.

Perline, piume e code di rospo

che col loro tintinnio colloso

risvegliano il Mistero

nel tuo sguardo.

Scuoti la testa un poco di più

sorprenditi ad ascoltarne il suono vischioso

denso colore del respiro

che sputa profezie a casaccio.

Datti pace e riposa il petto

l’addome 

il ventre

e inala Pace dal tuo odore.